Errorismo Tributario

domenica 20 maggio 2012

Mancata Notifica ( 140 cpc ) e installazione Protesi in Plastica


Essere dichiarati "sconosciuti ai citofoni" comporta un rigetto della pratica di difesa con
un rigetto della stessa in quanto il ricorso viene considerato '' inammissibile '' dalle Commissioni
Tributarie di turno perchè non nei termini 
L'Atto viene infatti affisso all'Albo Pretorio o
Casa Comunale ed il cittadino non ne viene a conoscenza nei 60 giorni utili per effettuare un sano ricorso. Bisogna contestare prima con un Avvocato la notifica e poi inserirsi nella pratica tecnica/amministrativa con un buon commercialista e dimostrare di non aver evaso.
Sembrerebbe poi che occorre anche un certo peso politico/legale per difendersi da tale ingiuria. Quindi occorre un Avvocato Prestigioso , magari uno Studio Associato , per dimostrare l'indirizzo di residenza .
Nel caso di questa piccola azienda parliamo di cittadini conosciuti da 54 anni ......
Per quanto riguarda i piccoli studi di Commercialisti invece temo che siano ingiustamente destinati ad essere considerati dei perfetti incapaci e non all'altezza .
Ricordate la storia dei piccoli negozi di alimentari ?
Scomparsi ..............


Il Contribuente non riesce a difendersi nemmeno con le pezze di appoggio giuste.
Urge un Garante del Contribuente al di sopra delle parti.
Nonostante l'evidenza delle scusanti a suo favore e gli inviti al contraddittorio mal notificati si ritrova ad essere condannata .




Nei studi di settore la Contribuente affermava di aver avuto dei problemi di salute che la
porteranno pochi anni dopo ad effettuare una operazione con installazione di protesi articolare e poco tempo dopo addirittura una seconda operazione allo stesso arto .

NONOSTANTE LE EVIDENZE IL CONTRIBUENTE NON VENNE CREDUTO ”ndr.


Ma non finisce qua ….....




 Faccio notare che in Via Tiburtina in quell' anno c'erano veramente i lavori stradali, come accertato da i cartacei rilevati  presso il Comando dei Vigili urbani ma sopratutto nel 2001 c'erano le LIRE e  sopratutto 216.000 EURO di ordine corrispondevano a  quasi mezzo miliardo di lire ed una modesta famiglia non poteva certo avere a disposizione tale cifra. Un appartamento di 70 mq in quegli anni costava all'incirca 200 milioni …..
  Dov'è l'onere della prova?
E' EVIDENTE UN ALTRO GRAVE ERRORE …...................

Dovè la GIUSTIZIA ?
Fuori le riforme . Fuori il Dossier letto dal Pm che ha rigettato  vergognosamente la richiesta di aiuto.


Prove di forza delle PA nei Tribunali che inventano pratiche per accerchiare il nemico (cittadino) tessendo la loro collaudata ragnatela di difesa . Associazioni di categoria , legali corrotti e Pm consensienti il loro braccio armato . Il Comando Tributario è ormai stato svelato ma chi si oppone sarà per sempre segnalato come oppositore . Un vero codice estorsivo attuato per produrre denaro a percentuale da dividersi con i loro complici .Lo Stato Fiscale Italiano ormai ridotto a brace e macerie vede affondare l' Onore ed il senso civico contribuendo ad affondare la Costituzione ed i diritti dell'esercito piu' potente al Mondo ......" IL POPOLO ". .  
f377a

                            SCANDALO PROTESI D'ANCA 
              SAN CARLO DI NANCY ROMA



 Il Pm Dovinola Mario della Procura di Roma infanga una famiglia di Roma unendo il Dossier
Tributario con quello Sanitario. E già, quello Sanitario, poichè la stessa persona boicottata Tributariamente con alterazione dati ed ingiuste cause diventa disabile per l'installazione di una protesi di Anca in Plastica (economica ed usurabile rapidamente).
La Procura di Roma archivia nonostante gli Arresti presso l'IDI di Don Decaminada e Temperini (ex servizi segreti). La famiglia per ottenere giustizia prova in Tribunale civile ma....anche qui i colletti bianchi agiscono come una piovra dai lunghi tentacoli.

                             COMUNICATO STAMPA


SEGNALAZIONE ALLA STAMPA 

Oggetto: Protesi d’anca fallata installata presso il San Carlo di Nancy di Roma e ostacoli alla giustizia. Si segnala un evidente caso di malasanità e malagiustizia.

Premessa: all’epoca dei fatti descritti l’allora procuratore di Torino Guariniello stava procedendo penalmente per la commercializzazione di protesi all'anca difettose e tossiche con l’accusa di frode in commercio e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute. Secondo i dati della procura tra il 2003 e il 2010, almeno 1.500 dei 4.800 pazienti che hanno subito l’impianto di protesi si sono dovuti sottoporre a un intervento di rimozione e sostituzione. Le protesi difettose per l'accusa, tra l’altro, avrebbero provocato metallosi, ossia rilascio di ioni di metallo nel corpo.
Tra le vittime di questa situazione vi è la signora A.C., che, in seguito ad usura e malfunzionamento di una protesi d’anca installata il 06/04/2006 presso l’Isituto San Carlo di Nancy, si rivolse ad uno specialista per procedere ad un intervento di sostituzione. Lo specialista richiese la cartella clinica con il codice a barre dell’impianto, dati necessari per accertare se la protesi installata sia compresa tra quelle fallate incluse nell’inchiesta in corso.
Il 1 agosto 2012 la signora A.C. inviava un fax per ottenere tali informazioni. Il 6 agosto 2012 il figlio S.d.S. si recava presso gli uffici del San Carlo dove riusciva ad ottenere una dichiarazione attestante il tipo di impianto inserito, che però non risultava sostitutiva di quanto richiesto dallo specialista.
Il 10 agosto 2012 SdS inviava una raccomandata urgente ribadendo la necessità di ottenere la cartella clinica completa di codice a barre. La raccomandata venne ricevuta dal San Carlo dopo 11 giorni in seguito a sollecito a Poste Italiane, che non hanno mai risposto alla lettera di reclamo. Successivamente S.d.S. e A.C. hanno contattato il Dipartimento Programmazione Economica e Sociale, il Tribunale del Diritto del Malato, l’Assessorato Regionale alla Sanità, ma il codice a Barre non è stato mai consegnato.
Un avvocato e il Tribunale dei Diritti del Malato suggerirono l’intervento del Tribunale Civile di Roma ex art. 700 c.p.c. (provvedimenti d'urgenza). Il 4 dicembre 2013 il capo dei Nas, Caggiano, chiese chiarimenti dopo la segnalazione del Senatore Marino che aveva parlato dell’inchiesta in merito a protesi comprate dal San Carlo di Nancy a € 280 ed altre a 2.500. La protesi inserita potrebbe essere tra quelle economiche oggetto d’inchiesta.
Il 14 gennaio 2013 gli avvocati del San Carlo esibivano davanti al giudice due fotocopie dichiarando che l’originale della cartella clinica era sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza. Prima di entrare in aula il figlio di A.C., provvisto di lettore di codice a barre rilevava che i codici portati dagli avvocati del San Carlo di Nancy non erano leggibili.
Nonostante la chiarezza della situazione il giudice ha ignorato la questione dei codici a barre e non ha permesso all’avvocato di A.C. di parlare. Ha compensato le spese (ognuno si è pagato i legali propri) e ha consegnato ad A.C. i codici illegibili.
Successivamente si è provato ad accedere agli atti della Finanza per verificare se tale codice fosse stato sequestrato e fosse identico all’originale. La Finanza ha dichiarato di non aver mai avuto i codici in oggetto a differenza di quanto dichiarato dai legali del San Carlo. Si segnala che le pagine della copia della cartella consegnata ad A.C., sono 31 anziché 34: mancano proprio le pagine contenenti i codici a barre.
Di fronte all’impossibilità di chiarire la questione si è proceduto attraverso i Carabinieri dei NAS incaricati dal PM della Procura Dovinola[1] a far sequestrare la protesi, dopo l’intervento di sostituzione. Si segnala che nonostante la delicatezza del contendere la protesi sequestrata è stata inserita all’interno di una scatola opportunamente sigillata con spago, piombo e cartello indicativo su carta intestata NAS e riposto all’interno di un armadio in legno presso l’ospedale stesso.
La protesi non è mai stata periziata. Ad A.C. non è stato permesso di avvalersi del medico di parte. Non sono stati presi in considerazione i codici a barre irregolari. Ma il Procuratore intende archiviare il caso senza aver compiuto verifiche in merito. Nell’archiviazione si nota come minimo una certa sbadataggine: la data della denuncia è il 26-13 (leggesi tredici) 2013, il figlio di A.C. viene descritto come suo padre e non capace di esporre i fatti. Non solo, ma nella proposta di archiviazione si fa illogicamente riferimento a un’altra denuncia alla Procura per vessazioni e truffe tributarie subite dalla signora, ma del tutto estranee al procedimento in oggetto. Constatata la grande confusione da parte del PM è lecito pensare che la materia del contendere sia stata considerata con totale superficialità.
Si sospetta che si voglia evitare di far giungere la causa davanti al GIP e di periziare la protesi sequestrata dai Carabinieri dei NAS. Successivamente durante la pratica civile per danni all’udienza del 30 novembre 2017 il CTU ha chiesto al giudice di essere autorizzato ad acquisire la protesi direttamente dal depositario.
L’avvocato di parte ha insistito per la richiesta di autorizzazione del CTU ad acquisire ed esaminare l’impianto protesico oggetto di sequestro, custodito presso i NAS. La difesa avversaria si è opposta alla relativa acquisizione in giudizio. Il giudice, esaminati gli atti, ha ordinato al c.t.u. di proseguire nella consulenza senza l’acquisizione della protesi, in difetto del consenso della controparte, rinnovando l’autorizzazione alla nomina di un esperto ortopedico, per procedere in operazioni peritali sulla signora A.C. e non sulla protesi sequestrata come doveroso.
La causa civile è ancora in essere, ma due giorni prima della perizia alla paziente (e non alla protesi !!!) è morto il consulente ortopedico.
Si segnala la difficoltà nell’avere giustizia in una causa che risulta, anche all’osservatore più sprovveduto, abbastanza chiara. Un evidente caso di mala sanità e mala giustizia che apparentemente per i poteri forti coinvolti non ha avuto la dovuta attenzione.




[1] Sotto inchiesta a Perugia. Si veda: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_19/fallimento-terravision-inchiesta-perugia-magistrati-romani-e2568a8a-2781-11e4-9bb1-eba6be273e09.shtml












9 commenti:

  1. Sconosciuta ai citofoni. Dopo 54 anni di attivita' .
    Cavilli e lacune del sistema amministrativo e legislativo possono far chiudere un azienda.

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  2. Fermata poi di un quinto la pensione senza passare per un Giudice

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  3. Fermo Amministrativo errato per il figlio

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  4. Ipoteca Illegittima su terreno agricolo

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  5. Condono pagato nel 2001 ripagato di nuovo nel 2011

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  6. e nessuno controlla ..................f3tta

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